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Andato via il segretario Napolitano, il calcio agropolese ebbe una nuova flessione. Successivamente si riorganizzò sotto la presidenza La Palomenta. Furono anche cambiati i colori sociali che da bianconero diventarono prima rossi con bordo azzurro, poi totalmente azzurro. Intanto si andava organizzando il dopolavoro ferroviario, sotto la guida tecnica di Don Carluccio Abbondati.
La squadra ben presto diventò l’antagonista dell’Azione Calcio Agropoli. Dopo la gestione La Palomenta, la squadra fu abbandonata, anche per gli eventi bellici in corso. In seguito fu fondato il G.U.F. (giovani unitari fascisti) sotto la presidenza di Emanuele Di Sergio, ancora studente universitario e con l’apporto di Mario Guariglia. In quella squadra si distinguevano Peppino Meretta e Peppino Crispi.
L’attività del G.U.F. consisteva all’inizio in partite amichevoli e tornei rionali. Poi nel 1939 partecipò ad un torneo provinciale, con in palio il torneo “Italo Balbo”. Al torneo partecipava anche la Cavese, allenata dal famoso nazionale Leuratto. Sul campo della Cavese l’Agropoli giocò una partita da leoni, benché fosse imbottita di riserve. In quel periodo era andato via Vincenzo Margiotta dando vita alla sua brillante carriera.
Un altro astro del calcio agropolese fu Ignazio Pecora che in quel torneo siglò tutte le reti del 4 a 1 contro la Cavese. In quella squadra si distingueva anche Achille Di Matteo, che tutti chiamavano “Nasillo” un grande portiere. La formazione rimasta famosa era la seguente:Di Matteo, Giordano, Benincasa, Costa, Spinelli, Monzo, D’Errico, Torre, Pecora I., Giordano, Pecora F. Facevano parte di quella squadra anche Francesco Ruocco e Alberigo Botti.
Con la leva militare quasi tutti i componenti dovettero partire e l’Agropoli conobbe un nuovo periodo di stasi. Nell’immediato dopoguerra, dopo alcune partite amichevoli, l’Agropoli partecipò al campionato misto di serie C sotto la presidenza del Comm. Raffaele Guariglia. Facevano parte di quella squadra Monaco, Giordano, Pecora, Margiotta, Visconti, Ruocco, Costa, Monzo, Di Matteo, Spinelli. Quell’avventura tuttavia si fermò alla seconda giornata. Ad Agropoli l’ospite di turno era la Battipagliese. Le cose andarono bene fino al 20′ della ripresa. Sul risultato di parità venne atterrato in area Ciccio Ruocco (detto Tragichiello), ma per l’arbitro, il signor Palladino di Salerno era tutto regolare per cui non concesse il rigore.
Il pubblico, considerato anche il fisico gracile, non fu d’accordo con la decisione. Il campo era scarsamente recintato, e bastò che uno scalmanato passasse sotto la rete che l’intero pubblico invase il campo. Il povero arbitro fu percosso violentemente, e solo grazie all’intervento del Cav. Pecora il fatto non finì in tragedia. La partita fu sospesa e perduta a tavolino.
La decisione degli organi di disciplina fu la Radiazione dai ruoli federali e gravissime ammende. Questi episodi decretarono la fine della gestione Guariglia.